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"Ci siamo anche noi ..." - Incontro con giovani messicani. Canti folklorici e messaggi.

Lunedi, 18 Luglio - Ore 21:00 - Piazza Pascoli


Dal 4 luglio 2011 al 9 agosto 2011 un gruppo di 18 messicani sono in visita in Italia. Sono giovani che appartengono a diversi gruppi ecclesiali di  Guadalajara e dintorni. La loro età si aggira dai 16 ai 30 anni. Alcuni sono studenti e altri laureati che insegnano o lavorano in diverse realtà. Il responsabile del gruppo è l’ingegnere Gerardo Bañuelos Rizo. Il loro impegno civile  e religioso li porta a una presenza attiva nella società in vista di contribuire a un Messico come nazione impegnata nello sviluppo dei propri cittadini e della realtà latinoamericana e mondiale.
In Italia sono rimasti a Roma e dintorni per una settimana, poi sono arrivati il giorno 10 luglio a Pesaro dove rimarranno fino al 24 dello stesso mese ospiti dei missionari comboniani. Durante questa permanenza hanno incontrato la popolazione che vive  sul territorio: a Cagli e a Monte Nerone per la festa della Montagna, a Pesaro prima hanno incontrato i Giovani di Pesaro, Fano e Urbino che si preparavano a partecipare alla GMG di Madrid e poi la popolazione in Piazza della Libertà. Sono stati poi  a Viserba, a Fossombrone e a Fano. Hanno incontrato anche le autorità civili di Pesaro nella persona del Sindaco e di vari Assessori e Consiglieri.
A Viserba si sono inseriti nella programmazione dei Lunedì di Viserba e hanno saputo unire in modo armonico la dimensione folcloristica  di canti e balli con una rappresentazione dell’evento della Madonna  di Guadalupe e con una significativa testimonianza di vita manifestando ai presenti le proprie convinzioni e la propria fede vissuta nella quotidianità e come gruppo.
Ancora una volta - sottolineava p. Ottavio Raimondo missionario comboniano che li ha accompagnati in tutti gli incontri - abbiamo preso atto dell’importanza della conoscenza vicendevole. Finché il diverso è lontano sarà per noi  sempre brutto e cattivo. Solo se ci si avvicina si scopre che ogni persona e ogni popolo ha grandi ricchezze che possono arricchirci tutti.

Tra questi giovani e il pubblico è nato un clima di simpatia e di fiducia tanto che lo spettacolo si è prolungato a lungo in un incontro gioioso.
Quando una realtà religiosa come la parrocchia di Viserba o una realtà istituzionale o associativa riesce a realizzare eventi come questo, si può essere certi che si offre al territorio una ricchezza di  motivazioni capaci di farci sognare un futuro migliore per tutti, un futuro di vita e di libertà.
L’evento di Viserba, come già abbiamo accennato si inserisce in una presenza prolungata di questi giovani messicani nel nostro territorio. Questa presenza  è stata così descritta da Vanessa una studentessa che ha partecipato dal primo fino all’ultimo giorno:  "Questa periodo di tempo è stato un meraviglioso incrociarsi di strade, di vite raccontate con  leggerezza tra una portata ed un’altra, tra una canzone e un passo di danza, giovani voci di un mondo di simboli, gesti, modi di dire, di fare, di pregare; un energico scossone al torpore della quotidianità. E’ stata un incontrarsi, attraverso  la preghiera principalmente, la quale ha fatto da palcoscenico a questo trovarsi, intersecarsi, conoscersi, affascinarsi".
E Lalo, uno dei ragzzi messicani manifesta il suo stato d’animo con queste parole: " Llevo un esquema más amplio de mi vida y de mi vida cristiana, buscar transmitir que soy hijo de Dios y los demás son hermanos en Cristo". (Ritorno in Messico con una visione più ampia della mia vita e  della mia vita cristiana. Sento che sono chiamato a dire a tutti che sono figlio di Dio e che tutti sono miei fratelli in Cristo").
E forse è proprio questo il messaggio più bello di questo lunedì di Viserba: il futuro lo costruiscono gli uomini e le donne che vivono armonia con sé stessi e con l’altro; uomini e donne  d’impegno e di fede;
uomini e donne liberi di fronte alle cose e capaci di accogliere e condividere.


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